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sul Lago di Garda

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Garda
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Peschiera del Garda
Polpenazze (Padenghe)
Sirmione
Numero ospiti

5
6
Camere da letto

2
3
Servizi

Piscina
Wi-Fi
Lavastoviglie
Lavatrice
Tv Sat
Viaggio con il mio cane

Polpenazze (Padenghe)

Polpenazze del Garda è un paese prettamente agricolo. Le colture tipiche e tradizionali sono la viticoltura e l'olivicoltura. Più del 50% dell'intera produzione vinicola ad origine controllata della Valtenesi proviene dai vigneti concentrati soprattutto nella zona di Picedo. Vitigno principe è il Groppello, seguito, in base percentuale, dal barbera, dal Marzemino e dal San Giovese che insieme concorrono alla produzione del giovane e fruttato Chiaretto e del più serio ed affinato ma sempre beverino Rosso Riviera. Polpenazze del Garda è anche il maggior produttore di olio d'oliva della Valtenesi il quale per l'equilibrio delle sue caratteristiche organolettiche è considerato tra i più prestigiosi oli d'oliva italiani. Questi prodotti si possono facilmente reperire presso le diverse aziende agricole produttrici che vendono anche al minuto e, per l'olio d'oliva, anche presso il locale frantoio. Le prime testimonianze di insediamenti umani nella zona risalgono alla fine del IV millennio a.C. quando un piccolo gruppo si insedia presso la conca del lago Lucone. Passano due millenni circa quando arriva un nuovo e più consistente gruppo umano che si stanzia stabilmente per quasi dieci secoli. Passa ancora un millenio circa prima che nuovi ed ulteriori piccoli gruppi umani, provenienti dalla Gallia, scelgano queste colline come loro dimora. Queste popolazioni verranno ben presto integrate nella nascente cultura romana a seguito della colonizzazione dell'intera pianura padana. Notizie più recenti raccontano che a metà del XV secolo, il 29 agosto 1454, l'assemblea di 38 capifamiglia approvò e confermò gli Statuti del Comune. L'importante atto avvenne nel Castello e testimonia la già avviata organizzazione comunale. Da questi documenti si apprende che le decisioni spettavano all'assemblea dei capifamiglia originari, chiamata Vicinia. Tale assemblea eleggeva i membri di un consiglio più ristretto, all'interno del quale, a rotazione, veniva scelto il Console. Alla amministrazione comunale collaboravano un notaio, un tesoriere, un messo e più guardie campestri. Nel 1965, nella zona un tempo occupata dal lago Lucone, sono stati ritrovati numerosi oggetti dell'età del bronzo ed una piroga ricavata da un tronco della lunghezza di 4 metri, il cui calco con un pezzo originale è conservato nel museo di Gavardo. L'economia di Polpenazze, in prevalenza agricola, è dedicata alla produzione di vino e olio. Famosa, alla fine di Maggio, la Fiera del Vino Doc che presenta da ormai mezzo secolo il meglio della produzione vinicola della zona, con concorsi enologici, spettacoli folcloristici e culturali di notevole interesse. Il Castello: sorto a difesa dalle invasioni ungare (sec. X) il ricetto di Polpenazze venne smantellato nel 1420 da Filippo Maria Visconti. Ricostruito nel 1426 dai Veneziani, venne in parte distrutto nel sec. XVI per consentire la costruzione della chiesa parrocchiale. Dell'antico fortilizio, dalla pianta a poligono irregolare, si conservano solo un tratto di mura a ovest, interrotto da una torretta aggettante, e tracce del vecchio ingresso. Questo si apriva a sinistra dell'attuale ed era protetto da una torre, oggi soffocata da nuove costruzioni, nella quale sono ancora visibili le feritoie del ponte levatoio. La muratura è in ciottoli di varie dimensioni intercalati con scaglie di pietra e disposti in modo regolare. Entro le mura del castello fu eretta nel 1588 la Chiesa Parrocchiale intitolata alla Natività di Maria Vergine. E' un edificio ad aula unica con profondo presbiterio a terminazione poligonale con volta a padiglione delimitato a una gradinata a due balze e balaustra marmoree. La baroccheggiante facciata è stata rifatta, su progetto degli architetti Tagliaferri, all'inizio di questo secolo: all'interno possiamo ammirare numerose pregevoli opere. Di fronte al cimitero sul colle omonimo sorge la Chiesa di S. Pietro in Lucone che fu la prima parrocchiale di Polpenazze, ricostruita nel XV secolo su un precedente edificio romanico. Ha tre navate con volte a crocera che nascondono l'originario tetto a capanna a travetti e tavelle in cotto. Sulle pareti soprattutto a destra e su alcuni pilastri insistono affreschi votivi della seconda metà del XV secolo, mentre la zona presbiterale conserva un importante e raffinato ciclo pittorico di scuola veronese della seconda metà del sec. XIV. Notevole, vicino all'entrata del campanile, l'antico organo con pesantissimi contrappesi per il cui funzionamento necessitano due persone. A Picedo sorge la Chiesa di S. Antonio: edificio in stile tardo romanico, ad aula unica, conserva ancora il tetto a capanna a travetti e tavelle in cotto. All'interno pregevoli affreschi del XVI secolo. Dell'antico nucleo storico di questa frazione addossato alla piazzetta non rimane che un unico fabbricato, posto a fianco della chiesa, di notevole importanza per l'integrità del suo aspetto originario: è un tipico esempio di edificio rustico quattrocentesco.