Appartamenti vacanza
sul Lago di Garda

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Lazise

Piccola città murata con ritrovamenti preistorici, romani e medievali: i resti delle abitazioni palafitticole, il porto romano, la galera romana che ancora giace al largo, la chiesetta di San Nicolò del XII° secolo, il castello dell’XI°secolo, le mura merlate di epoca scaligera con le tre porta d’entrata, la dogana del XV° secolo, la chiesa parrocchiale del settecento dedicata a San Zeno, le splendide ville a lago dell’ottocento come la Villa Bagatta, Villa Bottona e la Villa Pergolana che ingloba la chiesetta dedicata alla Madonna della Pergolana del XVI° secolo. Le mura in gran parte conservate, il piccolo porto con le barche dei pescatori ed i bastioni sul lungolago danno a Lazise un’atmosfera quasi medievale. Lazise fu centro doganale per le merce trasportate sul lago ed è conosciuto come primo libero comune d’Italia grazie ai diritti concessi in maggio nell’anno 983 dall’imperatore Otto II di Sassonia: ogni anni inizio maggio questo evento viene rievocato con una festa medievale. Nel mese di agosto si svolge a Lazise l’antico Palio della Cuccagna ed in ottobre la Festa del Miele e la Festa dell’Olio del Lago. Il mercato settimanale si svolge di mercoledì.

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Colà di Lazise

Frazione collinare del comune di Lazise formato da un piccolo abitato tranquillo racchiuso tra magnifiche ville tra cui la Villa Moscardo del XV secolo e la Villa dei Cedri del ‘700, la Villa Monteraso la cui parte più antica è del XV secolo, la Villa Da Sacco o Castello del XVI secolo. Ogni anno in agosto vi si svolge l’Antica Sagra della Madonna della Neve. PARCO TERMALE VILLA DEI CEDRI Durante lo scavo per un pozzo d’irrigazione fu scoperta negli anni 80 a Colà una sorgente termale nel parco della Villa dei Cedri, 13 ettari con laghetto e alberi secolari. L’acqua termale oligominerale sgorga a temperatura corporea, 37° e viene utilizzata per l’alimentazione di un laghetto naturale di 5000 mq e dei suoi impianti di idromassaggio. La Villa, il parco, la piscina e gli impianti sono aperti al pubblico a pagamento durante tutto l’anno.

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Pacengo di Lazise

La frazione di Pacengo sorge a 106 metri sul livello del mare e risiedono 533 abitanti E' una frazione del Comune di Lazise, posta sulla sponda del lago a sud del capoluogo entrata a far parte del comune di Lazise durante la dominazione veneta. Questo piccolo centro abitato viene nominato per la prima volta in una pergamena del 1004 con il nome di Pacingus; l'etimologia del nome pare avere origine longobarda o germanica, probabilmente connesso al nome "Pacco". Il paese dovette essere sia un importante centro preistorico, visto il rinvenimento di diversi oggetti antichi, che romano, considerato il ritrovo di fondamenta di edifici romani. Durante la prima guerra di indipendenza italiana il paese fu sede dello scontro tra austriaci e piemontesi e che vide i secondi vincitori, mentre qualche mese più tardi ospitò Ferdinando di Savoia, il quale stava ponendo l'assedio a Peschiera del Garda. Nel paese, parrocchia dal 1526, è presente una chiesa realizzata tra il 1787 ed il 1792 su progetto di Leonardo Rossi. Gli interni furono decorati da Pio Piatti, mentre il marmoreo altare maggiore venne realizzato molto probabilmente dagli scultori Zoppi e Spiazzi.

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Bardolino

Pur essendo una città murata, Bardolino conserva poche resti delle sue origini preistoriche, romane e medievali ed ha un’atmosfera più curata e mondana di Lazise. Dell’antico castello del IX° secolo, il primo castello della zona che fu concesso dal Re Berengario e rinforzato durante l’epoca Scaligera, rimangono soltanto la porta sud e una delle torri. La fama di Bardolino deriva dai vini DOC Bardolino, Bardolino Classico e Chiaretto prodotti in zona. Degni di nota la chiesetta di San Severo del XI° secolo sul bordo del centro storico, la Villa Bottagisio e la Villa Rizzardi Guerrieri dell’800, ora sede di una cantina vinicola, l’Eremo di Monte San Giorgio dei monaci Camaldolesi, edificato nel XVII secolo. Ogni anno a fine giugno Bardolino ospita la Triathlon Internazionale e inizio ottobre vi si svolge la frequen-tatissima Festa dell’Uva e del Vino. Il mercato settimanale si svolge di giovedì. A Bardolino nei pressi dell’antica stazione ferroviaria troviamo uno dei punti di accesso, con ampio parcheggio, della passeggiata a lago lunga circa 20 km che porta da Loc. Fornaci a Peschiera a Punta San Vigilio, che permette di ammirare dalla loro parte più bella le splendide ville ottocentesche sulla riva del lago. Parcheggiando all’Istituto Tusini, sito in una traversa della strada che conduce da Bardolino ad Albarè, seguendo la stradina a piedi si giunge al cosiddetto Caval della Rocca, un avvallamento fra le due cime del colle. Prendendo il sentiero roccioso a sinistra si arriva alla sommitàdella Rocca di Garda con panorama spettacolare su Garda e Bardolino. Il sentiero a destra porta invece all’Eremo dei Camaldolesi, visitabile. Per il ritorno partiamo dal portone d’entrata dell’Eremo e seguiamo il viale d’accesso in direzione est per circa 300 m: troviamo un bellissimo sentiero a destra che ci riporta attraverso i campi nuovamente all’Istituto Tusini.

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Peschiera del Garda

Peschiera si trova all’inizio del fiume Mincio, unico emissario del Lago di Garda . Il centro storico è circondato da una possente fortezza a forma di stella a cinque punte, completamente circondata dalle acque. La prima fortificazione di Peschiera viene fatta risalire al 101 a.C; il castello fu demo-lito e riorganizzato più volte per essere inglobato nel ‘500 con opere di Sanmicheli in una più ampia piattafor-ma difensiva con diversi forti staccati diventando un campo trincerato. Dopo la caduta di Napoleone nel 1815 ed il passaggio con tutta la zona all’Austria, Peschiera divenne uno dei nodi fondamentali del Quadrilatero difensivo Verona-Peschiera.-Mantova-Legnago. Peschiera e le cittadine circostanti, Custoza, San Martino e Solferino, furono luogo di molteplici battaglie, di cui l’ultima, l’assedio da parte dei Piemontesi di Peschiera occupata dagli Austriaci che terminò con la resa ai Piemontesi il 30 maggio 1848, viene rievocata ogni anno nel mese di settembre. In centro troviamo la Palazzina del Comando del Presidio, ora sede del Comune, e la chiesa parrocchiale di San Martino del XVIII secolo costruita sui resti di un tempio pagano. A poca distanza si trova il Santuario della Madonna del Frassino, meta di pellegrinaggio. Costruita nel XVI secolo dopo l’apparizione, tra i rami di un frassino, della Madonna, ha una navata e dieci cappelle laterali. Il territorio di Peschiera produce il Lugana DOC, un profumato vino bianco. Il mercato settimanale si svolge di lunedì; la prima domenica del mese si svolge il mercatino dell’antiquariato. CICLABILE PESCHIERA-MANTOVA Il fiume Mincio offre un bellissi-mo percorso ciclabile che arriva quasi fino a Mantova. Parcheggiamo a Peschiera vicino agli impianti sportivi e scendiamo al Canale di Mezzo e poi al Mincio. Teniamo la destra Mincio, asfaltata, per 6 km fino alla diga di Salionze che attraversiamo per seguire la sinistra. Alla diga troviamo una fontana con freschissima acqua potabile. Il percorso asfaltato ci porta attraverso un boschetto in circa 2 km a Monzambano, in altri 6 km a Borghetto, in ulteriori 6 km a Pozzolo. Con la MB può essere piacevole seguire da Borghetto la destra Mincio lungo la zona agricola chiamata la Bassa dei Bonomi, che ci porta ad un isolotto con un vecchio mulino trasformato in pizzeria. Da Pozzolo si può seguire la sinistra del Canal Bianco fino a Marengo, dove prendia-mo la strada provinciale per Mantova. In alternativa da Bozzolo continuiamo a seguire la destra Mincio a qualche distanza fino a Goito (7 km), dove attraversiamo lo storico ponte e prendiamo sulla destra, alla Villa Giraffa, la strada per Maglio, Soave e Cittadella di Mantova.

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Sirmione

Città termale con 25.000 abitanti di cui il centro storico si trova in posizione unica sulla punta di una sottile penisola nel Lago di Garda, ben difesa dal porto e dal castello. Qui fu costruita nel I secolo a.C. la più grande villa romana dell’Italia settentrionale. Gli Scaligeri ricostruirono il Castello, ora restaurato, che può essere visitato. Completamente circondato dalle acque, possiede un ponte levatoio e camminamenti sulle mura da cui si può ammirare la darsena, antico rifugio della flotta scaligera. Nel borgo si può visitare la chiesa di Santa Maria Maggiore del XV secolo. Sirmione è conosciuto per le sue benefiche acque termali sulfuree che sgorgano dalla fonte termale Boiola ad una temperature di 69°C e vengono convogliate ai centri termali Catullo sulla penisola e Virgilio a Colombare du Sirmione. Il mercato settimanale si svolge di venerdì. Piacevole la passeggiata intorno alla punta di Sirmione, dal Lido Le Bionde dove troviamo vicino alla riva la fonte di acqua termale, fino alla Punta Staffalo con la sua meravigliosa villa. Sulla punta del promontorio della penisola, si ritrova la più ampia ed importante villa signorile romana dell'Italia Settentrionale, detta le "Grotte di Catullo", edificata tra il I secolo a.C. ed il I secolo d.C. La villa può essere visitata con entrata dal centro storico. I LASTRONI DI SIRMIONE Quando il livello del lago è basso è possibile camminare sui lastroni intorno alla punta della penisola. Lasciamo l’automobile sul grande parcheggio Montebaldo a 700 m dal castello e entriamo a piedi nel centro storico; troviamo l’inizio della passeggiata dietro la chiesa parrocchiale. Passiamo davanti alla fonte Boiola che si vede a distanza ed una pizzeria con spiaggetta. Passando sotto la Villa di Catullo il percorso diventa più difficile ma molto suggestivo. Sul punto più lontano dove finiscono i lastroni, vediamo un piccolo faro. Un muro con cancellata a metà strada è facilmente superabile con l’aiuto della scaletta in loco. Il percorso finisce a Punta Staffalo dove entriamo nuovamente nel centro. GROTTE DI CATULLO Percorrendo la via Catullo arriviamo alla zona archeologica delle Grotte di Catullo dove sorge la villa romana visitabile costruita tra il I secolo a.C. ed il I secolo d.C. Purtroppo di questo grandioso edificio privato sono rimaste soltanto le rovina. L'area archeologica ha un'estensione di circa 20.000 mq. e costituisce l'esempio più imponente di villa romana di tutta l'Italia settentrionale. Particolarmen-te interessante è l'Antiquarium, posizionato vicino all'ingresso del percorso archeologico; il museo espone la pianta dell'edificio romano, la documentazione fotografica degli scavi, alcuni mosaici, vari oggetti in bronzo e ceramica, alcuni mosaici pavimentali.

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Polpenazze (Padenghe)

Polpenazze del Garda è un paese prettamente agricolo. Le colture tipiche e tradizionali sono la viticoltura e l'olivicoltura. Più del 50% dell'intera produzione vinicola ad origine controllata della Valtenesi proviene dai vigneti concentrati soprattutto nella zona di Picedo. Vitigno principe è il Groppello, seguito, in base percentuale, dal barbera, dal Marzemino e dal San Giovese che insieme concorrono alla produzione del giovane e fruttato Chiaretto e del più serio ed affinato ma sempre beverino Rosso Riviera. Polpenazze del Garda è anche il maggior produttore di olio d'oliva della Valtenesi il quale per l'equilibrio delle sue caratteristiche organolettiche è considerato tra i più prestigiosi oli d'oliva italiani. Questi prodotti si possono facilmente reperire presso le diverse aziende agricole produttrici che vendono anche al minuto e, per l'olio d'oliva, anche presso il locale frantoio. Le prime testimonianze di insediamenti umani nella zona risalgono alla fine del IV millennio a.C. quando un piccolo gruppo si insedia presso la conca del lago Lucone. Passano due millenni circa quando arriva un nuovo e più consistente gruppo umano che si stanzia stabilmente per quasi dieci secoli. Passa ancora un millenio circa prima che nuovi ed ulteriori piccoli gruppi umani, provenienti dalla Gallia, scelgano queste colline come loro dimora. Queste popolazioni verranno ben presto integrate nella nascente cultura romana a seguito della colonizzazione dell'intera pianura padana. Notizie più recenti raccontano che a metà del XV secolo, il 29 agosto 1454, l'assemblea di 38 capifamiglia approvò e confermò gli Statuti del Comune. L'importante atto avvenne nel Castello e testimonia la già avviata organizzazione comunale. Da questi documenti si apprende che le decisioni spettavano all'assemblea dei capifamiglia originari, chiamata Vicinia. Tale assemblea eleggeva i membri di un consiglio più ristretto, all'interno del quale, a rotazione, veniva scelto il Console. Alla amministrazione comunale collaboravano un notaio, un tesoriere, un messo e più guardie campestri. Nel 1965, nella zona un tempo occupata dal lago Lucone, sono stati ritrovati numerosi oggetti dell'età del bronzo ed una piroga ricavata da un tronco della lunghezza di 4 metri, il cui calco con un pezzo originale è conservato nel museo di Gavardo. L'economia di Polpenazze, in prevalenza agricola, è dedicata alla produzione di vino e olio. Famosa, alla fine di Maggio, la Fiera del Vino Doc che presenta da ormai mezzo secolo il meglio della produzione vinicola della zona, con concorsi enologici, spettacoli folcloristici e culturali di notevole interesse. Il Castello: sorto a difesa dalle invasioni ungare (sec. X) il ricetto di Polpenazze venne smantellato nel 1420 da Filippo Maria Visconti. Ricostruito nel 1426 dai Veneziani, venne in parte distrutto nel sec. XVI per consentire la costruzione della chiesa parrocchiale. Dell'antico fortilizio, dalla pianta a poligono irregolare, si conservano solo un tratto di mura a ovest, interrotto da una torretta aggettante, e tracce del vecchio ingresso. Questo si apriva a sinistra dell'attuale ed era protetto da una torre, oggi soffocata da nuove costruzioni, nella quale sono ancora visibili le feritoie del ponte levatoio. La muratura è in ciottoli di varie dimensioni intercalati con scaglie di pietra e disposti in modo regolare. Entro le mura del castello fu eretta nel 1588 la Chiesa Parrocchiale intitolata alla Natività di Maria Vergine. E' un edificio ad aula unica con profondo presbiterio a terminazione poligonale con volta a padiglione delimitato a una gradinata a due balze e balaustra marmoree. La baroccheggiante facciata è stata rifatta, su progetto degli architetti Tagliaferri, all'inizio di questo secolo: all'interno possiamo ammirare numerose pregevoli opere. Di fronte al cimitero sul colle omonimo sorge la Chiesa di S. Pietro in Lucone che fu la prima parrocchiale di Polpenazze, ricostruita nel XV secolo su un precedente edificio romanico. Ha tre navate con volte a crocera che nascondono l'originario tetto a capanna a travetti e tavelle in cotto. Sulle pareti soprattutto a destra e su alcuni pilastri insistono affreschi votivi della seconda metà del XV secolo, mentre la zona presbiterale conserva un importante e raffinato ciclo pittorico di scuola veronese della seconda metà del sec. XIV. Notevole, vicino all'entrata del campanile, l'antico organo con pesantissimi contrappesi per il cui funzionamento necessitano due persone. A Picedo sorge la Chiesa di S. Antonio: edificio in stile tardo romanico, ad aula unica, conserva ancora il tetto a capanna a travetti e tavelle in cotto. All'interno pregevoli affreschi del XVI secolo. Dell'antico nucleo storico di questa frazione addossato alla piazzetta non rimane che un unico fabbricato, posto a fianco della chiesa, di notevole importanza per l'integrità del suo aspetto originario: è un tipico esempio di edificio rustico quattrocentesco.

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Garda

Garda si trova tra la Rocca ed il promontorio di San Vigilio. Città murata nel medioevo, conserva soltanto una piccola parte delle antiche mura e due delle porte d’entrata. Sulla romantica piazzetta, che non è altro che l’antico porto dei pescatori che è stato interrato, troviamo il Palazzo dei Capitani in stile gotico-veneziano del XV° secolo. Sul lungolago il palazzo Fregoso del XVI secolo ed il Palazzo Carlotti con loggia detta La Losa disegnato da Sanmicheli. La chiesa parrocchiale fu eretta sull’antica pieve di Santa Maria del IX secolo. Dopo l’abitato seguendo il lago troviamo splendide ville tra cui la Villa Degli Alberini del XVI secolo, la Villa Carlotti, e la Villa Guarienti a San Vigilio costruita da Sanmicheli nel XVI secolo. Al primo plenilunio di giugno si svolge la Sardellata al Pal del Vo, tradizionale appuntamento in mezzo al lago con distribuzione di pescato e fuochi d’artificio. Il mercato settimanale si svolge di venerdì. BAIA DELLE SIRENE – SAN VIGILIO A 3 km da Garda si protende nel lago il promontorio di San Vigilio con porticciolo facente parte della Villa Gua-rienti, e una piccola insenatura diventata stabilimento balneare, la Baia delle Sirene. Sul porticciolo troviamo una albergo-ristorante di lusso, un antico café e la chiesetta di San Vigilio di antiche origini. MONTE LUPPIA Seguendo il lungolago in direzione San Vigilio troviamo le indicazioni per Monte Luppia. Attraversato la strada Gardesana il sentiero attraversa un oliveto usato come parcheggio e ci porta sopra il promontorio di San Vigilio con un bel panorama sulla Baia delle Sirene. Al primo bivio un sentiero facile a sinistra porta a Torri del Benaco, a destra un sentiero piuttosto sconnesso ci guida lungo i lastroni con le incisioni rupestri prei-storiche e medievali fino a Albisano. Iniziando invece da Albisano parcheggiamo nei pressi del campo di calcio e camminiamo in direzione del centro prendendo la prima strada asfaltata in salita a sinistra. Questa strada panoramica finisce dopo circa 500 m e troviamo due sentieri, uno a destra che scende in direzione di San Vigilio e uno diritto piuttosto in salita che ci porta attraverso un bosco fino alla sommità del Monte Luppia con uno splendido panorama su Garda. LE INCISIONI RUPESTRI I lastroni di pietra levigati dai ghiacciai diecimila anni fa erano lavagne sulle quali cacciatori, pastori o popolazioni in transito hanno immortalato scene di battaglia, di caccia, figure umane stilizzate, cavali, simboli. Le più antiche risalgono all’età del bronzo, 1500 anni fa, e si trovano nella zona tra Garda a Malcesine. LA ROCCA DA GARDA Partendo dalla chiesa parrocchiale attraversiamo il quartiere San Bernardo e imbocchiamo la Via degli Alpini raggiungendo in salita la Madonna del Pigno con un bel panorama su Garda. Continuando la salita, alla fine piuttosto ripida e sconnessa, arriviamo al Caval della Rocca. Sulla destra vediamo il sentiero roccioso che porta alla sommità della Rocca. La Rocca è attraversata da numerosi cunicoli che servivano per la difesa del castello del periodo longobardo di cui troviamo sulla sommità alcuni resti. Nel 951 il castello fu la prigione di Adelaide di Borgogna, diventata imperatrice e moglie di Ottone I nel 952 e madre di Ottone II che diede i diritti di città a Lazise nel 983 LA VALLE DEI MOLINI Sentiero della salute che segue il percorso del torrente Tesina. Dal centro di Garda si percorre Via Don Gnocchi fino alla rotonda del Tesina, imboccando a sinistra il sentiero indicato con Ristorante La Val: parcheggiamo all’inizio della valle. Il per-corso che attraversa il torrente più volte su ponticelli è facile e porta a piccoli nuclei con antichi mulini, al ristorante La Val, ad un allevamento di trote ed infine all’ultimo nucleo abitato sulla sinistra, attraverso il quale sale un sentiero che ci porta a Cam-pagnola di Marciaga. Una comoda strada sterrata sulla destra ci riporta nella valle.

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Costermano sul Garda

La città, che dista 35 chilometri da Verona, è al centro delle vie di comunicazione che portano al medio lago, Garda e sul Monte Baldo. Costermano, come Roma, si sviluppa su sette colli: Castello, Montegolo, Are di Sopra, Le Guardie, Boffenigo, Murlongo e Baesse. Numerosi sono i luoghi di estrema bellezza e suggestione che qui si possono incontrare. Meritano uno sguardo attento la Val dei Mulini e il Cimitero Militare Tedesco dove riposano 22.000 soldati tedeschi e che per estensione è il terzo per importanza in Italia. Antico feudo del Monastero di Santa Giulia di Brescia, si colloca come se fosse un balcone sul Lago di Garda, a fargli da cornice troviamo le frazioni di Marciaga, che domina Garda dall’alto, Castion ed Albarè. A Marciaga il seicentesco Santuario della Beata Vergine del Soccorso e le suggestive senge, dove oltre ad una splendida vista sul Lago di Garda, si possono ammirare alcune incisioni rupestri. A Castion la romanica chiesetta di San Verolo e l’elegante Villa Pellegrini Cipolla e la Parrocchiale di Santa Maria Maddalena che custodisce una bellissima pala del Brusasorci. Numerosi sono i luoghi di estrema bellezza e suggestione che qui si possono incontrare, luogo ideale per escursioni a piedi e in mountain bike , passeggiate nell’entroterra e per gli appassionati dell’arrampicata sportiva. Nelle vicinanze si trova un attrezzato campo da golf, che offre uno spettacolare panorama…un vero e proprio terrazzo sul lago di Garda.

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