Il primo gelato consumato nella storia fu la neve, in seguito impastato con miele e succhi i frutta. Pare che Alessandro Magno durante le sue marce faceva scavare profonde buche, le cosidette neviere, riempiendole con neve pressata in modo da poter rinfrescare le sue truppe al ritorno. Fatto sta che già allora in Asia Minore si usava refrigerare nella neve gli estratti di frutta. Biblica la leggenda che Isacco avrebbe offerto a Abramo latte di capra mista a neve.
Sia gli Egizi che gli antichi Romani consumavano la neve, che veniva trasportata dalle montagne più vicine, in sorbetti.
Le qualità terapeutiche del gelato furono descritte già dal medico Greco Ippocrate, vissuto tra il 460 ed il 377 avanti Cristo, nel suo trattato sulla medicina.
Durante il Medio Evo in Oriente fu perfezionata la tecnica della congelazione, mettendo succhi di frutta in recipienti a loro volta immersi in altri recipienti con neve o ghiaccio tritato, un sistema rimasto in usi per secoli.
Nel 1292 quando Marco Polo tornò dalla Cina, raccontò che in estate si vendevano dappertutto “bevande ghiacciate”.
Nel Rinascimento troviamo informazioni su due artisti alla corte dei Medici, Buontalenti e Ruggeri, che riuscirono a fabbricare una sostanza molto simile al nostro gelato anche se più molle. Ruggeri, ormai famoso, emigrò in Francia dove diffuse la tecnica del gelato, poi perfezionata a Parigi dal siciliano Procopio De’ Coltelli che scoprì che l’aggiunta di sale al ghiaccio permetteva una più lunga conservazione del prodotto. Gli fu concesso una patente reale da Luigi XIV che lo rendeva esclusivista del gelato alimentare.
IL GELATO ITALIANO
I Siciliano credono che le origini del gelato siano in Sicilia dove prima del gelato si gustava i sorbetti e le granite, specialità arabe (il nome sorbetto deriva dall’arabo sherbet) composte da succo di frutta, zucchero ed acqua che i Siciliano in estate consumano perfino a colazione, abitudine che risale ai tempi dell’occupazione araba della Sicilia.
Fu un Veneziano a contribuire alla diffusione del gelato a Londra: troviamo la prima formula trascritta del gelato, con aggiunta di succhi di frutta, miele, latte, uova e panna, alla fine del 1600 nell’Enciclopedia Britannica.
Negli Stati Uniti il gelato fu introdotto da un genovese nel 1770.
Dall’Ottocento in poi la mode del gelato si diffonde anche in Austria e Germania. I primi venditori di gelato che con i loro carretti conquistarono Vienna, Lipsia e Amburgo vennero dalla Valle di Cadore e dalla Val di Zoldo, località venete famose per la produzione del gelato.
Il cono gelato probabilmente nacque nel 1904 durante la Fiera Mondiale di St. Louis: un gelataio, avendo terminato i contenitori in cui proponeva i suoi gelati ai clienti, provò ad utilizzare dei wafer venduti da un banchetto lì vicino; l'accostamento wafer - gelato fu un gran successo.
I gelatieri italiani non temono la concorrenza. Nel 1998 il gelato artigianale italiano è stato inserito nel Guinness dei Primati: i maestri gelatieri durante il Salone Internazionale della Gelateria e della Pasticceria a Rimini hanno prodotto ed esposto ben 210 gusti, un record mondiale, da quelli classici come cioccolato e fragola a quelli alla moda come il limoncello, tè alla menta e alla pesca.
IL GELATO COME ALIMENTO
Il gelato nel diffondersi in Europa, assunse soprattutto nei Paesi Nordici il significato di un vero e proprio alimento, essendo una miscela formata da latte, panna, tuorlo d’uovo, zucchero, cioccolato e frutta, tutti ingredienti di alto valore nutritivo che forniscono princìpi alimentari aggiuntivi di notevole importanza nella dieta, tra cui calcio, fosforo, ferro e vitamine, con un apporto calorico ridotto: 100 g di gelato al fiordilatte ha un apporto calorico di circa 200 kcal. Il senso di freschezza che si avverte in bocca, unito al sapore dolce degli zuccheri e della frutta ed il benefico effetto della cioccolata sull’umore, arricchito dalla varietà di colori, lo rende un alimento appetibile anche in casi di inappetenza.
Il gelato artigianale è fatto con ingredienti naturali senza aggiunta di coloranti e conservanti e può essere conservato in vetrina per un massimo di quattro-cinque giorni, mentre il gelato industriale ha una durata di molto superiore grazie ad un diverso sistema di lavorazione.